Le moto cruiser sono e saranno sempre i modelli più riconoscibili ed iconici mai realizzati. Questo stile è talmente vivido nell’immaginario collettivo che, quando si parla di motociclista, tutti pensano ad un individuo vestito di pelle su una moto cruiser. A passare spesso inosservato è il fatto che le moto cruiser hanno come punto cardine un forte senso di libertà ed il comfort. Andiamo a vedere la loro storia.

Moto cruiser: gli inizi

Come tutti sappiamo, le moto sono nate grazie ad una miriade di cambiamenti: si passa dai disegni di biciclette equipaggiate con motori a scoppio in Germania, Francia, Giappone ed Inghilterra, per arrivare in America. Nel 1901 Indian Motorcycle apre i battenti e, asoli due anni di distanza, nel 1903 è il momento di Harley-Davidson. I due marchi in breve tempo prenderanno il dominio sul mercato americano grazie al loro stile unico.

Nel 1918 dopo il trattato di Versailles, BMW dovette fermale la produzione di motori di aeromobili. Per rimanere aperti, in BMW trovarono una soluzione alternativa: produrre motori più piccoli. Come risultato, nel 1920, viene lanciato BMW M2B15. Nel 1923, BMW presenta la R32 utilizzando una versione aggiornata del boxer. La R32 è la prima vera moto cruiser tedesca.

Nel 1920 Harley-Davidson era la più grande azienda motociclistica al mondo, con rivenditori presenti in più di 67 paesi. Nel frattempo Indian crea la più iconica moto cruiser di sempre: la Chief. Sfortunatamente, da li a poco la grande depressione americana avrebbe indebolito fortemente l’intera industria motociclistica. Harley-Davidson vide una decrescita di introiti da 21.000$ nel 1929 a 3.073$ nel 1933. Anche Indian soffri abbastanza della crisi, ma continuò comunque a produrre moto.

Nel 1939 Harley-Davidson e Indian si misero in moto per contribuire allo sforzo bellico. È un punto di svolta per l’Harley-Davidson che, grazie alle incredibili capacità della WLA, guadagnò molta popolarità. Indian, invece, mise a disposizione la Scout 640, che si rivelò troppo pesante e macchinosa per funzionare correttamente in un teatro di guerra.

Nel 1945 Indian Motorcycle era fortemente indebitata e, nel 1953, la produzione di moto chiuse. In quell’instante tutti pensarono di non poter più vedere le moto cruiser prodotte dall’Indian.

Anni 70, 80 e 90

Agli inizi degli anni 70, Indian Motorcycle non esisteva più e Harley-Davidson stava crollando. È il momento giusto per i marchi giapponesi. I modelli che hanno fatto il buono ed il cattivo tempo nel mercato americano sono la Honda CB750, la Kawasaki Z1, la Suzuki GS750 e la Yamaha XS.

Tutti i motociclisti persero la testa per queste moto che erano più manovrabili, più facili da guidare e meno costose rispetto ad Harley-Davidson. Anche alcuni marchi Europei sbarcarono negli stati uniti, uno su tutti: Moto Guzzi. Il marchio sbarcò oltre oceano nel 1972 con la California, resa subito celebre dalla California Highway Patrol.
All’inizio degli anni 80 e degli anni 90 l’interesse verso le moto giapponesi inizia a rallentare. Pertanto, i marchi giapponesi si spostarono su diverse nicchie di mercato come modelli touring, sportive e cruiser. Nel 1983 la Honda ha svelato al mondo la Shadow, una moto cruiser ad un buon prezzo, affidabile e disponibile in diverse cilindrate per accontentare una vasta gamma di clienti. Nel 1984 Kawasaki presenta la Vulcan e nel 1985 Yamaha svela l’iconica VMAX.

Nuovo secolo

Nel 1998, i moto cruiser hanno una popolarità tale che ogni casa motociclistica propone diversi modelli cruiser. Proprio in quel periodo Triumph inizia a lavorare sulla Rocket III, che è una tra le moto con motore più grande presenti sul mercato (2200cc).

Nel 1998 è stato un anno eccezionale perché è l’anno in cui entriamo a conoscenza di Victory Motorcycles. Il loro modello di punta era la V92C che, nonostante il gradimento dimostrato dal pubblico, non ha mai venduto numeri da record.

Il 2006 è l’anno della rinascita di Indian Motorcycle che, nel 2009, la casa ripropone sul mercato i modelli Chief. Nel 2011 Polaris compra Indian motorcycle e nel 2017 chiude Victory per spostare tutte le energie produttive su Indian Motorcycle.

Da allora, Harely-Davidson ha vissuto alti e bassi, fino ad arrivare quasi al punto di chiudere a causa di ingenti perdite di fatturato. Hanno dovuto adattarsi al mercato ed offrire nuovi modelli come l’elettrica Live Wire, e la nuova adventure touring: Pan America.

Ultimamente, abbiamo anche visto dei revival di moto cruiser grazie a compagnie che hanno creato power cruiser o che hanno realizzato moto dal forte richiamo alla storia del marchio stesso: Ducati lo ha fatto con la Diavel, un connubio perfetto tra moto sportiva e cruiser. BMW invece con la R18 propone un omaggio alla loro prima moto: la R32.

Abbiamo visto tutto, o quasi. La storia delle moto cruiser è inevitabilmente intrecciata con la storia generale delle moto. Non sappiamo cosa il futuro abbia in serbo per noi, ciò che è certo è che, qualsiasi cosa succeda, le cruiser sapranno regalarci un forte senso di libertà come hanno sempre fatto.