Moto militari della prima Guerra mondiale

Moto militari

Moto militari della prima Guerra mondiale

Le moto militari sono nate in un periodo in cui qualsiasi mezzo a motore veniva militarizzato. Usate per la prima volta come mezzo tattico da Pancho Villa durante la Rivoluzione Messicana, la moto militare ha fatto la sua prima apparizione durante la Prima guerra mondiale. Scopriamo insieme come vennero utilizzate dalle nazioni protagoniste del conflitto.

L’inizio

Come già menzionato, a Pancho Villa fu subito chiaro che le moto offrivano una velocità ed una agilità eccezionale per i raid. Nel 1916 Villa attaccò la città americana di Columbus, New Mexico, iniziando un conflitto con le forse armate americane. Il presidente Wilson diede al Generale Pershing il compito di andare in Messico e catturare Villa. Pershing prese 5000 uomini, camion, aerei e motociclette per localizzare Villa. Questa fu la prima volta in cui delle motociclette venivano usate dalle forze armate americane e fu Harley-Davidson a metterle a disposizione. Le moto in questione erano delle model J equipaggiate con motori F-head capaci di garantire una velocità massima di 60 miglia orarie. Alcune di queste moto vennero equipaggiate con dei sidecar predisposti per montare delle mitragliatrici automatiche, modifiche che le rendevano perfette per le missioni d’attacco.

Pershing restò in Messico per 11 mesi ma non riuscì a catturare Pancho Villa e le sue Indian.

Nonostante l’esito fallimentare della missione, l’esercito americano era contento delle performances delle moto militari messi a loro disposizione; fattore chiave che portò l’esercito americano a decidere di impiegarle anche durante la Prima guerra mondiale.

Le prime moto militari ad essere utilizzate nella Prima guerra mondiale

Le prime moto militari ad essere utilizzate nella Grande Guerra (1914-1918) furono le Inglesi Douglas, Triumph, la controparte Tedesca della Triumph (la TWN) e la NSU.
Triumph Motorcycles è stata fondata da un tedesco immigrato in Inghilterra da Norimberga di nome Siegfried Bettmann il quale apri la fabbrica in Coventry e che poi aprì un ramo in Norimberga: prima dello scoppio della guerra nel 1913, le due aziende si chiamavano Triumph e TWN (Triumph Werke Nürnberg).

Interpretazione Inglese delle moto militari

Nel 1914 la gran parte delle moto erano poco più che biciclette con un motore attaccato. Dopo aver constatato i benefici alla mobilità che questo mezzo recava ai soldati, la British Army decise di investire più risorse per sviluppare modelli di moto che fossero più adatte all’utilizzo militare. Produrre più moto militari fu solo metà del lavoro… divenne essenziale trovare chi fosse in grado di guidarle. Il problema venne risolto arruolando membri di club di motociclette e piloti dalle competizioni nazionali. Nell’aprile del 1915, la British Army schierò la Machine Gun Service composta da motociclisti a bordo di sidecars speciali equipaggiati con delle mitragliatrici pesanti.

La British Armi, inoltre, riconobbe il grande valore tattico che le motociclette avevano per quanto riguarda la consegna dei messaggi. Al tempo, i messaggi venivano mandati tramite fumogeni o luci; questo esponeva le truppe ed i messaggi ai nemici. Problema che non toccava i motociclisti della British Army: potevano muoversi silenziosamente e con precisione anche su terreni sconnessi compiendo il loro dovere passando inosservati. Sebbene le piccole moto militari Triumph potessero solo produrre 4cv, divenne l’asso nella manica delle comunicazioni Britanniche. Più di 30,000 unità vennero prodotte durante la guerra.

Interpretazione Tedesca delle moto militari

I tedeschi usavano le moto militari per consegnare messaggi, per le perlustrazioni e per tutte le altre cose che facevano anche gli inglesi. I tedeschi, però, erano anche interessati a testare le capacità di questi mezzi anche nel combattimento diretto.

  • Il concetto di base era quello di lasciare i cavalli nelle stalle e utilizzare le moto per le cariche della cavalleria. Le ragioni che spinsero i tedeschi a valutare questa opzione erano:
  • Facilità di produrre in massa
  • Maggiore impatto
  • Le moto non hanno emozioni e quindi non sentono la paura
  • Le moto non hanno zampe che possono essere rotte

Sfortunatamente, nonostante sulla carta l’idea risultasse vincente, l’idea non era buona. I test condotti hanno portato a risultati tragici. Inutile dire che le moto non vennero mai utilizzate per i combattimenti diretti.

 

Interpretazione USA delle moto militari

Quando gli stati uniti entrarono in guerra nell’aprile del 1917, portarono con se motociclette costruite da diverse case motociclistiche americane. La stragrande maggioranza di queste era prodotta dalla India: la compagnia si dedicò molto per contribuire allo sforzo bellico, costruendo quasi 50.000 esemplari. Harley-Davidson fece lo stesso, ma in numero ridotto, senza perdere di vista anche il settore privato, mettendo a disposizione più di 20.000 motociclette per supportare lo sforzo bellico degli Stati Uniti.

Il modello fornito da Indian era basato sul PowerPlus Big Twin: aveva un motore da 61 pollici cubici (ben 4 volte superiore rispetto alla potenza prodotta dalle moto militari messe a disposizione da Triumph) che garantiva una velocità di crociera pari a 60 miglia orarie. Il motore era collegato ad una trasmissione a 3 rapporti e ad un telaio con sospensioni anteriori e posteriori. Per le luci c’era una lampada a gas e per garantire più forza frenante c’era un freno posteriore.

Harley-Davidson invece, ha basato la sia versione militare sulla Serie J: equipaggiata con motore da 61 pollici cubici e F-head capace di produrre 15 cv (3 in meno di Indian). Come il modello prodotto da Indian, la Serie J aveva un cambio a tre marce, solo la sospensione anteriore, un fanale a gas ed un freno posteriore.

Tutte le moto Americane vennero assegnate alla “Motor Mobile Infantry” e mandate in prima linea: alcune di loro avevano sidecar equipaggiati con mitragliatrici pesanti, altri venivano convertiti in una sorta di ambulanza per il trasporto dei feriti. Le moto americane non vennero solo mandate in prima linea, vennero anche utilizzate come scorta per i convogli, consegnare messaggi e per i trasporti dietro le linee del fronte.

Anche se quando si parla della Prima guerra mondiale la conversazione tende sempre a spostarsi su carri armati, armi chimiche e trincee; non dobbiamo dimenticare quanto è stato vitale il ruolo delle motociclette per le sorti del conflitto e, quindi, per mettere le fondamenta del mondo in cui viviamo oggi.

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