I modelli Indian Springfield sono stati introdotti al pubblico nel 2016 e, ad oggi, hanno ricevuto qualche up-grade e qualche cambio di colore. Il pacchetto, che sembra funzionare alla grande, comprende il motore 116 Thunderstroke, ABS, accensione senza chiave ed altri accorgimenti tecnologici che lo rendono davvero interessante. Ma non è solo questo il motivo della sua popolarità, ad attrarre motociclisti di tutte le età è il suo look classico.

Andiamola a vedere nel dettaglio.

Performance

Come dicevamo, tutti I modelli Indian Springfield sono equipaggiati con il Thunderstroke 116. Questo motore è capace di erogare 171nm di coppia a 3000 giri/min. Il bello è che la casa madre dà la possibilità di controllare tutta questa coppia e tutta la potenza erogata dal motore tramite tre mappature selezionabili con un pulsantino: Sport, Standard e Rain.

Per quanto riguarda il motore, la ciliegina sulla torta delle stregonerie tecnologiche è lo spegnimento del pistone posteriore: quando si è fermi nel traffico o al semaforo, la centralina spegne il cilindro posteriore per ridurre il calore che sale dal motore.

Possiamo quindi dire che la Indian Springfield è equipaggiata con un motore moderno a tutti gli effetti. Indian però ha voluto fare di più, ha fatto in modo di dargli un look retrò. Dobbiamo ammettere che ci hanno visto lungo perché si abbina benissimo allo stile classico della moto.

Design

La Indian Springfield rilascia una generosa dose di amarcord. In primis il fender anteriore con la sua banda cromata e l’iconico war-bonnet luminoso. E poi, a chiudere il pacchetto anteriore ci sono: cover sospensioni e cover fanale cromati abbinati al telaietto porta luci laterali e frecce.
Come tutte le tourbike americane di un tempo, la Springfield è dotata di un parabrezza sganciabile che permette ai proprietari di cambiarle i connotati nel giro di pochi secondi.
I dettagli cromati sono tantissimi, tra questi anche la strumentazione di bordo che ha sede sul serbatoio da 21 litri. Soffermiamoci un attimo sulla strumentazione, è composta da: quadro d’accensione, indicatore di carburante, il contachilometri che – come da convenzione – presenta diverse spie e un display LCD dove guardare tutte le informazioni che si trovano solitamente e da cui si possono selezionare le mappe di gestione potenza motore.

La Indian Springfield è equipaggiata con una sella bassa e manubri lunghi che permettono di muoversi comodamente, qualsiasi sia la meta da raggiungere; lo stesso vale per la postazione del passeggero che gode di una sella comoda e di pedane larghe.

Le borse rigide sono dello stesso colore della carrozzeria e, accessorio che non si vede sempre, sono a chiusura centralizzata. Notevole!

La zona posteriore è chiusa dal fanale posteriore a LED che ci ricorda che la moto, nonostante la sua immagine classica, è un bel mezzo moderno. Questa soluzione è stata abbastanza criticata dai puristi ma in fin dei conti, la moto è un mix perfetto tra moderno e classico, il fanale a LED ci sta da dio.
Le cose cambiano un pochino su Springfield Dark Horse dove la presenza del parabrezza non è minimamente contemplata e, come su tutti i modelli dark horse, le cromature sono ridotte all’osso.

Telaio

La Indian Springfield ha un telaio in alluminio. Nonostante ciò, la moto ha un peso complessivo di 378kg. Non ci aspettavamo nulla di diverso, la moto non non ha alcuna pretesa di competere con modelli di moto di categorie più leggere. L’angolo del cannotto di sterzo è di 25° e l’angolo di piega massimo raggiungibile è di 31 gradi. Il giusto compromesso per potersi divertire un po’ quando se ne ha voglia. Sui cerchi forse si poteva fare qualcosa di più: al posto dei cerchi in alluminio di serie, avrebbero potuto usare dei cerchi a raggi.

Composto da doppio disco anteriore da 300mm all’anteriore e da un disco posteriore da 300 con pinza a doppio pistoncino, la Indian Springfield è equipaggiata con ABS su tutte le opzioni di colore disponibili.

Neanche le sospensioni non entusiasmano ma sono in linea con le moto della sua categoria: la forcella anteriore è da 46mm ed il mono posteriore – ad aria – ha il precarico regolabile.

La nostra opinione

La moto non è per niente male! Si sarebbe potuto fare qualcosina di più dal punto di vista della regolazione delle sospensioni per guadagnare dei punti in più sulle concorrenti dirette.

Per il resto, questa moto è perfetta ed ha una versatilità disarmante: la si può usare sia per lunghi viaggi che tutti i giorni per andare a lavoro o per fare dei run al supermercato.

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