L’esportazione tra i due continenti cambia facciata. L’incontro tra il presidente Joe Biden e la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen che ha avuto luogo il 15 giugno a Bruxelles ha segnato una fine sulla faccenda Boeing-Airbus e un inizio della tregua tra le due superpotenze che si affacciano sull’atlantico, unite da uno scopo: contrastare l’influenza crescente della Cina, paese che ha creato una politica economica digitale controllata dallo Stato che riflette i suoi valori politici.

Che cosa è successo per 17 anni tra UE e USA?

Questo periodo di dispute e disaccordi ha penalizzato le esportazioni di tanti prodotti tra le due sponde dell’Atlantico. Il governo Trump aveva raggiunto dazi per un valore di 7,5 miliardi di dollari su diversi prodotti europei. L’associazione di agricoltori Coldiretti ha evidenziato che le tariffe statunitensi hanno provocato una perdita di mezzo miliardo di euro in esportazioni. Tra le esportazioni italiane penalizzate sono rientrati alcuni dei prodotti più celebri del Bel Paese come Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone, salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, grappe e liquori come amari e limoncello.

L’Unione Europea aveva risposto con altri dazi per un valore di quattro miliardi, andando a colpire settori non collegati all’aviazione come i motori e le bevande, in particolare il bourbon whisky e le Harley-Davidson, le cui tariffe sono salite al 25%: dazi in più che dovrebbero cadere in tempi brevi. L’accordo raggiunto ha stabilito una tregua che durerà almeno cinque anni: durante questo periodo lo scopo è di raggiungere un accordo definitivo.

Innovazione e ricerca

Oggi vediamo la nascita di una alleanza tecnologica tra Stati Uniti e Europa per contenere la Cina, questione che sarà approfondita dall’istituzione del Trade and Technology Council, in italiano Consiglio di commercio e tecnologia. I paesi di Washington e Bruxelles sono tenuti a dettagliare come lavoreranno insieme per promuovere standard comuni intorno alle tecnologie emergenti, e di prendere impegni per gestire al meglio il mondo digitale ora dominato da alcuni giganti della tecnologia Silicon Valley. L’alleanza potrebbe affrontare tutto, dalle intricate catene di fornitura tecnologica – che spesso attraversano la Cina – agli investimenti collettivi in progetti digitali.

Quali sono le priorità di questa alleanza tech?

  • La creazione di un’ottica standard comune nel piano commerciale e tecnologico, opponendo all’ascesa di Pechino un mercato da oltre 800 milioni di persone con regole accordate su fronti che spaziano dall’intelligenza artificiale all’uso dei dati e una strategia condivisa di contrasto alle varie turbolenze del settore
  • La promozione dei valori democratici online e trovare il modo per gli Stati Uniti e l’UE di collaborare su ricerca e sviluppo all’avanguardia

È stato recentemente trovato un accordo bilaterale per evitare un nuovo aumento che si sarebbe dovuto attivare dal primo giugno, eliminando definitivamente il provvedimento fino al 31 dicembre di quest’anno con lo scopo di trovare una tregua definitiva per quella data. L’armistizio fra i due paesi finalizza il processo di distensione avviato con lo stop di quattro mesi ai dazi ma non risolve le tensioni commerciali fra le due sponde dell’Atlantico: la questione sui costi sull’alluminio e sull’acciaio importato negli USA resta aperta.

Le parole della presidente Von der Leyen durante la conferenza stampa a Bruxelles: “Avremmo potuto prendere delle contromisure su acciaio e alluminio prima di questo vertice con Biden e non l’abbiamo fatto – avendole sospese per sei mesi fino all’inizio di dicembre, c’è il tempo per discutere la soluzione a questo contrasto, abbiamo bisogno di tempo e non era possibile risolvere la questione in un weekend. Inoltre, la priorità adesso era trovare un accordo su Airbus/Boeing”.

Immagine di copertina (federvini.it)