Case di moto italiane che non esistono più

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Case di moto italiane che non esistono più

Il panorama delle moto italiane ha i riflettori puntati addosso grazie a marchi come Mv Agusta, Aprilia, Moto Guzzi, Ducati e Benelli. Nell’anno in cui Ducati ha vinto tutto quelloc he c’era da vincere (Titolo costruttori & Titolo piloti MotoGp, Titolo costruttori & Titolo piloti SBK), sentiamo che sia giusto rendere omaggio anche a quei marchi che non ce l’hanno fatta. Vediamo insieme!

Atala

Fondata da Angelo gatti nel 1908, Atala ha iniziato il suo viaggio nel mondo delle due ruote producendo biciclette. La produzione di motocicli inizierà in un secondo momento e continuerà fino a raggiungere il suo apice per poi terminare negli anni 80.
Facilmente riconoscibili grazie alla livrea Bianco-rossa, le moto Atala si imposero sul mercato delle moto italiane grazie al loro design aggressivo.

Bianchi

Nel 1995 Edoardo Bianchi decide di fondare quella che diventerà la più antica casa di biciclette al mondo: la Bianchi. Non può essere esattamente definita come casa produttrice di moto italiane perché la Bianchi ha prodotto qualsiasi cosa (macchine, moto, autocarri) dando un aiuto immenso nel motorizzare il nostro paese.
Alcune moto Bianchi hanno vinto delle gare a metà degli anni 60. Persino Tazio Nuvolari ha gareggiato su una Bianchi Freccia Celeste. La compagnia adesso produce all’estero ma il suo contributo al mercato delle moto italiane non può essere dimenticato.

Garelli

Garelli è produttore di moto italiane fondato da Adalberto Garelli nel 1919.
Oggi la casa produce solo scooter, ma il suo pedegree da produttrice di moto da competizione è indiscutibile: tra il 1982 ed il 1987 la Garelli ha vinto tutti i mondiali 125 con piloti come Nieto, Cadalora e Gresini. La Vip 3, un motorino a 3 marce tra il 1978 ed il 1980 era il mezzo a due ruote più desiderato dagli adolescenti.

Gilera

Fondata nel 1909 e divenuta parte del gruppo Piaggio nel 1969, Gilera è tra i più famosi marchi produttori di moto italiane. Negli anni 50, la casa vince 6 titoli irridati nella classe regina (all’epoca 500cc) settando dei record che ancora oggi non lasciano alcun dubbio sul DNA e sulla capacità di costruire incredibili mezzi da competizione posseduti da Gilera.
Lo stabilimento chiuse i battenti nel 2012 dopo aver prodotto lo scooter di serie più veloce al mondo (all’epoca): 200km/h.

Motom

Anche se il suo nome non rientra tra i produttori di moto italiane più famosi, questo brand merita di essere citato per la sua storia. La famiglia De Angeli-Frua, forte nel settore tessile, decide di diversificare i propri investimenti e quindi di fondare una casa motociclistica nel 1945: ingaggiano l’ingegner Falchetto (che all’epoca collaborava con lancia) e da li a poco iniziano la produzione. Con più di 500.000 moto vendute, Motomic inizia alla grande. I problemi arrivano con le produzioni successive che non riescono a tenere testa allo strapotere di Vespa e Lambretta. Nel 1970 Motomic chiude per sempre i battenti.

Paton

Pato, compagnia dal forte DNA sportivo, è la fuzione tra I nomi dei due fondatori: Pattoni e Tonti. Nata dalle ceneri del reparto corse della Mondial, Paton è stato un brand incentrato esclusivamente sulla produzione di mezzi sportivi; non è un segreto che sia stata la prima moto di diversi piloti del motomondiale. Paton non ha mai vinto un titolo mondiale ma è riuscita ad andare a punti in diverse occasioni.

I risultati migliori sono sicuramente arrivati dal Tourist Trophy, eventi in cui Stefano Bonetti e la sua Paton sono riusciti a fare diverse vittorie e a prendersi la giusta fama. La compagnia nel 2016 ha cambiato nome in SC-Project e si è spostata a Cassinetta di Lugagnano.

Demm

Dalla fusione di due poli produttivi – Daldi e Matteucci -nasce una questa casa produttrice di moto italiane famosa soprattutto per le scelte innovative in termini di produzione e progettazione.

Demm, ha partecipato a svariate competizioni e ha registrato 24 world record a Monza con la famosa Siluro. Negli anni 60 Demm ha vinto tutto quello che c’era da vincere in italia, gare in salita incluse.
Sfortunatamente questo marchio non è stato in grado di sopravvivere ad una delle svariate crisi industriali italiane di quel periodo.

 

Il nostro viaggio alla scoperta delle aziende di moto italiane che non sono più in attività termina qui. Spero che sia stato interessante e che ti abbia fatto scoprire dei marchi di cui non eri a conoscenza. Se ne abbiamo saltato qualcuno, faccelo sapere nei commenti.

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